Il poeta Eliot la sapeva lunga sul rapporto tra chiesa e mondo
16 AGO 20

Al direttore - LCdM si aspettava un grazie dalla famiglia Agnelli. Ah, adesso l’ho capito: non era un manager, era un poeta.
Maurizio Crippa
Maurizio Crippa
Al direttore - Destini paralleli per Bill Clinton e Barack Obama, non nel sesso ma nel cibo. Vengono eletti come carnivori persi, per anni ingurgitano ormoni, ogm estremi, street food, junk food. A fine mandato diventano vegetariani, e se ne vantano, imbolsiscono, da vecchi saranno vegani. Chissà come farà sesso e si alimenterà al Baghdadi?
Riccardo Ruggeri
Riccardo Ruggeri
Al direttore - Letture per i padri sinodali. Che gran profeta T. S. Eliot, impressionante leggere oggi i “Cori da ‘La rocca’”. Solo un frammento: “Perché gli uomini dovrebbero amare la chiesa? Perché dovrebbero amare le sue leggi? / Essa ricorda loro la Vita e la Morte, e tutto ciò che vorrebbero scordare. / E’ gentile dove sarebbero duri, e dura dove essi vorrebbero essere teneri. / Ricorda loro il Male e il Peccato, e altri fatti spiacevoli. / Essi cercano sempre d’evadere / Dal buio esterno e interiore / Sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d’essere buono”.
Gabriele Sguazzini
Gabriele Sguazzini
Al direttore - Come riportato in due articoli sul Foglio del 15 ottobre, i ritardi, a livello internazionale, nella promozione delle nuove regole delle attività finanziarie sono enormi. Riguardano non solo il grave fenomeno dello shadow banking, tra le cause della crisi globale, ma anche attività connesse, quali derivati ed hedge fund. Uguale ritardo si rileva, nonostante alcuni passi compiuti, ma ancora insufficienti, nella disciplina delle agenzie di rating, mentre solo di recente qualche progresso segna l’elaborazione di norme per le Sifi, le istituzioni finanziarie sistemiche, che però potrebbe cadere nell’eccesso, opposto a quello fin qui imperante, dell’esasperato rigorismo. Ha colpa di tutto ciò il Financial Stability Board? Quando è stato presieduto da Mario Draghi, passi avanti sono stati fatti. Con la nuova guida, quella di Carney (il governatore della Banca d’Inghilterra), solo da poco il Board della stabilità sembra essersi risvegliato. Ma dire che quest’organismo, ausiliario del Fondo monetario internazionale, ha espropriato la politica è una completa assurdità, sia perché si tratta di una sede di elaborazione soltanto, le sue proposte dovendo essere poi sottoposte al libero recepimento degli stati partecipanti (una sorta, anche qui, di relatio post disceptationem), sia perché la politica è pur sempre nella potestà – se vuole e sa esercitarla – di agire “a prescindere”, attivandosi con gli organi competenti per introdurre le regole che ritiene necessarie e opportune: cosa che fin qui si è, però, guardata bene dal fare in Europa e in Italia. Non nella condizione di vittima di una prevaricazione, essa si trova, bensì in quella di soggetto inerte o inoperoso pronto, nella versione di qualcuno, allo scaricabarile.
Angelo De Mattia
Angelo De Mattia
Al direttore - Certo che il Cav. è uno spettacolo. Sembra si diverta a prendere in contropiede i suoi, in particolar modo i falchi del partito, riuscendo a sorprenderli e a farli arrabbiare. Adesso, con il selfie con Luxuria.
Roberto Carletti
Roberto Carletti
Al direttore - I cinesi che comprano l’Italia, scrive il Foglio. Non è un gran mistero: hanno preso il meglio della tecnologia occidentale, l’hanno sviluppata, adattata, sfruttata e hanno lasciato a noi i nobili dibattiti sui princìpi, sui diritti civili e sullo sterco del diavolo. Cinici, pragmatici e pieni di soldi. Se mettessero sul mercato tutti i titoli di stato Usa che hanno in saccoccia, ci rimetterebbero rispetto a quanto li hanno pagati. Ma sarebbe la fine, nell’immediato, dell’economia americana, finanza inclusa. Un colpo quasi mortale al capitalismo borghese, ben più letale della famosa Rivoluzione d’ottobre. “Non expedit”, non accadrà. L’Ue ha poca voce in capitolo, figuriamoci noi.
Moreno Lupi
Moreno Lupi
Al direttore - Ora, Grillo è quel che è, lo sappiamo. Clown spompato. Però, dopo Genova, ecco la Maremma, ecco Trieste. E’ autunno, piove, ma tutto questo avviene solo in Italia. E chiamare Renzi?
Mauro Solcioni
Mauro Solcioni
Notizie autunnali e d’altra stagione di alluvioni e danni e morti e disagi in grandi aree rurali e urbane sono disseminate per tutta l’Europa, e non solo.